Il Coraggio di Dirlo

“Il Coraggio di Dirlo”

Il film è una commedia brillante, corale, che non manca, però, di spunti di riflessione su tematiche sociali.

Di recente un’interrogazione parlamentare ha portato all’attenzione di Ferruccio Fazio, ex Ministro della salute, il problema della dipendenza dai social network. Il ministro si è detto cosciente del problema e ha dichiarato interventi specifici per aiutare chi ne soffre. E’ chiaro che  viviamo in un contesto sociale che ha modificato radicalmente il modo di comunicare tra le persone. Il mondo intero, oramai, è a portata di mouse, almeno simbolicamente, tanto da indurre l’anziano Carlo, uno dei protagonisti, a chiedere cosa sia un click. Tutto ciò fa si che la fisicità abbia meno importanza e l’immaginazione, intesa come la possibilità di dire tutto quello che vogliamo senza necessità di  verifica e convalida della realtà, fa si che il concetto stesso di verità sia diventato opinabile, tanto da potersi sentire tutto e il contrario di tutto ovvero essere “uno, nessuno o centomila”. Non a caso il Ministro ha ritenuto necessario lanciare l’allarme e  annunciare l’adozione di misure adeguate, in quanto, la conseguenza di un uso smodato della rete può essere quella dell’incapacità di affrontare le difficoltà intrinseche della vita con il rischio di costruirsi identità parallele e fittizie. Il saggio Carlo, pur apprezzando la tecnologia, sentirà l’esigenza del contatto umano, trasferendo a tutti gli altri il messaggio più profondo, ossia : “anziani non si diventa per caso”. L’uso smodato dei social network comporta, alla lunga , la difficoltà di organizzare pensieri e azioni adeguate nella risoluzione dei problemi concreti, con il rischio di avere una generazione che, per esempio, sprofonda senza accorgersene in una realtà virtuale,  diventando sempre più indifferente alla realtà quotidiana.

Ottavio Cappellani, con la sagacia che lo contraddistingue, ha saputo  raccontare attraverso i personaggi della commedia, l’era dei social network, divertendoci con arguzia.